Umberto B

Anatomia del primo politico populista italiano, il Senatùr.

Paese

Italia

Anno

2019

Durata

82′

Broadcaster

Discovery Canale NOVE

Link Visione

DPlay

Umberto B. è un documentario che ripercorre la vita personale e politica di Umberto Bossi, o più semplicemente il Senatùr.

Bossi, fondatore e segretario della Lega Nord, è stato uno dei massimi esponenti della seconda repubblica. E per oltre un decennio ha attraversato l’arena politica, affermando se stesso e il proprio partito in tutti i governi. Ancora prima, Bossi è stato medico, cantante, poeta dialettale e molto altro. Si potrebbe dire che l’affermazione politica sia giunta a coronamento di un’esistenza spesa per affrancarsi dall’anonimato.

Ed è proprio in politica che Bossi è riuscito a emergere. Fin dal principio, quando capitanava un movimento autonomista locale, il primo obiettivo nella sua agenda era la secessione di alcune regioni del Nord dall’Italia. E la grande intuizione di Bossi è stata proprio l’invenzione della Padania, una sorta di nuova Nazione capace di abbracciare tutto il Nord del Paese.

Intorno alla causa dell’indipendenza, Bossi ha costruito un’ideologia post-moderna. Ha preso a prestito diverse narrazioni folcloristiche – come la questione scozzese, i miti celtici, l’invasione del Barbarossa – sconvolgendo la dialettica politica del tempo. Riuscendo infine a portare le proprie istanze in parlamento, a trasformare il suo movimento in un partito politico.

Il suo innegabile talento era dare voce a una fetta dell’elettorato che non si sentiva rappresentata nelle stanze del potere di Roma. E tra le sue roccaforti c’erano le regioni più prospere e industriali del Nord Italia come Lombardia, Piemonte e Veneto.

Rimasto in campo fino all’11 marzo 2004 – quando un malore improvviso lo ha quasi ucciso segnando inesorabilmente il suo declino – il Senatùr ha cambiato l’immagine dell’uomo politico e incarnato un sentimento di rivalsa nei confronti del centralismo romano e del potere.

Il nostro film ripercorre questa storia, dagli audaci inizi, fino all’inesorabile caduta. Tutto sarà raccontato dai protagonisti che hanno accompagnato Bossi: politici, amici della prima ora, giornalisti, detrattori e ammiratori. E attraverso eventi, archivio e voci, il documentario indagherà origine e anatomia del consenso di Umberto Bossi. Il primo politico populista italiano.

Regia

Francesco Amato

Autori

Francesco Amato, Zelia Zbogar

Fotografia

Valentina Summa

Montaggio

Enrico Giovannone

Archivio

Zelia Zbogar

Produzione

Alessandro Carroli

EIE film

Per gli abitanti di queste province periferiche, l’emergere della figura di Bossi rappresenta l’occasione per rielaborare la propria identità. È dunque il perimetro culturale, della riaffermazione di sé, quello in cui acquisisce senso la sua figura iconica: un dandy alla bergamasca, sfrontato e narcisista, grande amatore, grande oratore, tutto il contrario di ciò che caratterizza i suoi fratelli padani. Per me Bossi è come Eminem, il cantante bianco che rappa più veloce degli afroamericani. Lui, il polentone, nato dove la parola è lenta e primitiva, per una strepitosa anomalia congenita, ha la lingua più sciolta di un romano e più smaliziata di un napoletano. Grazie a lui, attraverso il suo uso sfrontato della cadenza autoctona e delle espressioni dialettali, il Nord esorcizza il pesante senso di inferiorità nei confronti della decennale colonizzazione romano-centrica della Rai.

Bossi non riesce a dividere l’Italia. Piuttosto la capovolge, dando l’illusione ai militanti padani di poter rovesciare le élite culturali da cui il profondo Nord è respinto, accendendo nel cuore dei suoi la sensazione di essere, grazie a lui, tutti un po’ meno periferici, e un po’ meno somari. (Francesco Amato – regista)