The Hate Destroyer

Ogni giorno, Irmela combatte l’odio razziale e la violenza, armata di vernici spray e raschietto.

Paese

Italia

Anno

2017

Durata

52′

Link Visione

MovieDay

Il Beltrade sul sofà

Irmela Mensah-Schramm è una donna dai capelli grigi e l’andatura un po’ goffa. Vive a Berlino e ogni giorno gira per la città a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista, armata di vernici spray e raschietto.A nulla valgono le chiamate alla polizia se non il rischio di essere incriminata per atti vandalici. Ma questo non basta a distoglierla dalla sua missione che porta avanti da quasi trent’anni: “Se danneggio qualcosa con il colore si può aggiustare. La dignità ferita, invece no.”Anche le minacce anonime che riceve da tempo, non hanno alcun effetto. Gli estremisti in Germania e in Europa sono inseriti in ogni ambito della società e da anni perseguono la loro politica del terrore. Ma Irmela non vuole avere paura. Dopo aver sconfitto un tumore al seno, che a detta dei medici le lasciava pochi anni di vita, ora nulla la può fermare.

Dopo anni di attivismo, in molti si sono accorti di lei: in Germania, Finlandia, Italia, ed altri Paesi Europei, oggi Irmela è un simbolo della lotta contro i messaggi di odio. Questa è la sua rivalsa nei confronti di un passato che non l’ha mai veramente premiata. “Ho intrapreso un percorso di vita – dice – E non lo lascio portare via da nessuno”.

The Hate Destroyer è un film sull’odio dilagante, sull’indifferenza, e su ciò che sta dietro ad una scelta di attivismo. Ma è anche il racconto intimo di una donna che da anni lotta per diventare straordinaria.

Regia

Vincenzo Caruso

Fotografia

Fabrizio Lusso

Montaggio

Giulia Attanasio

Musica

Andrea Gattico

Produzione

Alessandro Carroli, Diego Volpi e Vincenzo Caruso

EIE film, Fotogramma25, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund

Distribuzione

Zelia Zbogar

Con il sostegno di Goethe Institut e UCCA

Ho incontrato Irmela nel 2012 e mi ha subito colpito per la convinzione, la perseveranza e la sua forza d’animo. Conoscendola meglio, nel corso degli anni, ho imparato a riconoscere anche le sue fragilità e le sue debolezze, radicate nel suo passato. Ho sempre percepito qualcosa di irrisolto in lei, e questa sensazione era indissolubilmente legata al suo carattere forte e determinato. Irmela mi ha raccontato di tutte le battaglie che ha affrontato in passato: contro una famiglia che non l’ha mai accettata e contro un tumore che ha rischiato di portarsela via. Irmela queste battaglie le ha vinte tutte.

Ho quindi cercato di costruire un racconto in cui le sue debolezze fossero le armi con cui lei combatte quotidianamente, cercando di vincere la battaglia più importante, quella contro l’intolleranza, la violenza per il diverso da noi. (Vincenzo Caruso – regista)