L’Ors

A cavallo tra realtà e finzione, il film ripercorre le vicende della comunità di Valposchiavo che si è trovata a convivere con l’orso M13.

Paese

Italia, Svizzera

Anno

2021

Durata

80′

Stato

In post-roduzione

Sono passati più di sei anni dall’abbattimento in Svizzera dell’orso M13. Era il 19 febbraio del 2013. Quei mesi di processo hanno avuto risonanza anche al di fuori dei confini del paese, descrivendo la Valposchiavo come un nuovo Far West. La comunità è sprofondata nel caos. Si sono create profonde divisioni interne: rapporti e amicizie rovinate, fazioni pro e contro, confusione, delirio e battaglie legali. Ora la ferita di quella vicenda è ancora palpabile sui volti della gente. Qualcuno ne porta ancora i segni.

Livio, Arturo, Paola, Daniele, Diego e Annalisa sono i protagonisti di questo racconto. Sei storie che riflettono sulla delicata convivenza tra uomo e orso. Livio e Arturo sono i due guardiacaccia che hanno avuto l’ingrato e fascinoso compito di accompagnare M13 fino alla morte. Paola è un’albergatrice che ha visto cambiare le sorti della sua attività dopo essere stata investita dall’orso. Daniele è un ingegnere agronomo, specializzato nella costruzione di recinti di protezione. Diego è un allevatore, la vittima per eccellenza del caos folle che si è abbattuto sulla comunità. Infine Annalisa, l’adolescente rincorsa da M13 sulle rive del lago, che ha sancito la fine di M13.

Con loro ripercorriamo le fasi del processo. Ci rivelano il contatto diretto avuto con l’orso e le successive conseguenze emotive e pratiche. Le loro sono storie di fallimenti, riscatti, depressioni, delusioni, fascinazione e opportunità. Testimonianze della fragilità e della nudità dell’uomo di fronte a un evento straordinario.

Regia

Alessandro Abba Legnazzi

Fotografia

Patrick Tresck

Fonico di presa diretta

Daniele Maraniello

Montaggio

Enrico Giovannone

Musica

Mario Santercole

Sound design e mix

Mirko Guerra

Produzione

Alessandro Carroli e Vittoria Fiumi

EIE film e Fiumi Film in collaborazione con RSI e RTR, con il sostegno del Mibac e della Film Commission Torino Piemonte, con la canzone “Il cielo degli orsi” di Paolo Fiorucci e Massimo Germini

Lo spunto è un fatto di cronaca che ha invaso per più di un anno i giornali e i servizi televisivi svizzeri e che ha avuto un’eco rilevante anche fuori dai confini nazionali. Si tratta della tragica storia dell’orso M13 in Valposchiavo e del processo mediatico a cui è stato sottoposto. Sono stati otto mesi di paura. La comunità è sprofondata nel caos. Si sono create profonde divisioni interne: rapporti e amicizie rovinate, fazioni pro e contro, confusione, delirio e battaglie legali. Fino al giorno della sua esecuzione, il 19 febbraio 2013.

Ora sono passati quasi otto anni dall’abbattimento dell’orso M13. La ferita di quella vicenda è ancora palpabile sui volti della gente. Qualcuno ne porta ancora i segni. Non è facile razionalizzare ciò che è accaduto. L’emotività è ancora molto alta. Parlare di M13 significa azzerare lo spazio e il tempo. Si torna subito là. Il paese di Poschiavo e l’intera valle vivono in uno stato di apparente tranquillità, in una condizione di pace ansiosa. Sanno che basterebbe poco per ripiombare nel disordine. Un altro orso, addirittura i lupi potrebbero arrivare. E comincerebbe tutto da capo. (Alessandro Abba Legnazzi – regista)